giovedì 16 maggio 2013

Pandolcini alle Pere (Clonazione Bis)

Disceeee.... Zipie', che ci fai oggi?

No, guarda, oggi proprio non voglio fare niente. So stanco.

Ma scusa, il ciambellone più buono del mondo è finito stamattina, gli ultimi due Cicciccci te li sei sbafati a cena ieri sera, mica vorrai che domani a colazione ci mangiamo i biscotti di Banderas? Piuttosto sto a digiuno!

Ma quale Banderas e quale digiuno!!! 
Lo sai che anche a colazione bisogna mangiar sempre qualcosa, no?
Dai, fammece penza' 'mpochetto....anzi famme accenne er piccì!

Stump....zzzzzz.....prrr prrrr.....

♫ ♪ Tadadan dan dan ♫ ♪


(che poi sarebbero, nell'ordine, il rumore del pulsante del pc, il disco fisso che parte, il disco esterno che arranca,  la musica di quando si apre windows, una delle musiche più ascoltate e contemporaneamente più odiate del ventunesimo secolo!)

ticche-tacche ticche-tacche... Click

Apri cartella.
Si ma quale?

Cose da cucinare (che domande!)

La cartella contiene 13.457 files.

mmmmm.... Il solo pensiero di fare una selezione mi stronca.

Facciamo così: guardo solo le ultime 10 inserite in lista.

Questa no, questa neanche....mmmmm Pandolce alla pere.

Dunque da dove l'ho presa? Ah, si! Da Gambetto. Che poi a sua volta l'ha presa da Nannibis

A occhio mi sembra pure rapida da fare...Quindi schiaffiamoci subito l'etichetta Buoni e Veloci e vediamo cosa serve...
Le pere le ho, il resto manco a dirlo. Ok! Facciamo partire il cronometro? Via!

Ingredienti

300 g pere decana o rosse, senza buccia e senza torsoli
225 g zucchero
120 g latte
80 g burro fuso
1 uovo
Zeste di limone
275 g farina (200 00 e 75 saraceno)
1 bustina di lievito per torte salate
Pizzico di sale


Frullate le pere con metà dello zucchero.
Impastate i rimanenti ingredienti mescolando tutto in un ciotolone (questa volta ho deciso di infrangere la regola che prevede di mischiare prima separatamente i liquidi e le polveri e poi unire tutto insieme, onestamente non ne vedevo il vantaggio!)
Poi mettete  l'impasto in una teglia imburrata o in stampini di silicone (come ho fatto io, da cui il nome)
Stooop!
Totale: 7 minuti, di cui 5 solo per le pesate e sbucciare le pere. Dai, ci si puo' stare, no?

Ora forno a 180° fino a cottura (classica prova stecchino). E domani mattina, a colazione....

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Ma insomma, avete visto quant'è facile? E pure quant'è veloce?

E adesso vi dico pure un'altra cosa: sono ottimi!!!!!

D'altra parte sia Nannibis sia Gambetto sono sempre stati una garanzia per me!
Clonateli subito (i pandolcini, mica Nanni e Gambetto, che avete capito!!! :D :D :D)

Ora vi saluto, che questi so' da inzuppo!!!

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 13 maggio 2013

Ciciri e Tria a 6 mani ovverosia Il Morso della Tarantola

Avete mai visto una donna morsa dalla tarantola?
Io si.

Avete mai parlato con una donna morsa dalla tarantola?
Io si.

Avete mai scambiato una mail con una donna morsa dalla tarantola?
Io si.

Avete mai dovuto combattere con 45 commenti in un unico post generati da una donna morsa dalla tarantola?
Io si.

....


«Genuit hic natura arachneum animal nocentissimum…», scriveva nel 1513 il medico umanista Antonio De Ferrariis nella più famosa delle sue epistole, De situ Japygiae, senza sapere che esattamente 500 anni dopo anche Lo Ziopiero avrebbe avuto a che fare con tale fenomeno!

E si, un ragno dal morso praticamente letale, che genera uno stato di prostrazione e malessere, il cui veleno puo' essere espulso solo al suono di flauti e tamburi mentre la malcapitata si dimena a terra con movimenti piuttosto espliciti ed evocativi...

Insomma.... una spiritata, una folle, una donna senza freni inibitori, ma anche piena di energia, di impeto, di vitalità!  Instancabile!

Che non riesce a stare ferma con le mani...sulla tastiera come in cucina!


Una donna come Tamara, alias FrammentAria  :)))))

Dicevamo.... Femmina impetuosa, energica, instancabile, che come vede un post mio o di Michela, subito inizia a dimenarsi in cucina, come se fosse stata pizzicata dalla tarantola, spiritata come non mai.

E un giorno Tamara-la-tarantolata, in preda ad una delle sue crisi, inizia a fremere sulla tastiera e manda una mail a me e Michela:

Carissimi, dopo aver fatto decine di vostre realizzazioni, questa volta sono io a proporvi un piatto.
Un piatto tipico del Salento
Ciciri e Tria.
Che ne pensate?

Tamara non lo sa, ma questa volta è come se il pizzico della tarantola me lo avesse dato lei!!!!
Ho cominciato a dimentarmi sulla sedia, scompormi, a sudare, vaneggiare, ruzzolarmi a terra, fino a quando, al suon di flauti e tamburelli, ho ripreso gradualmente coscienza e conoscenza e ho risposto, compostamente:

Ciceri e Tria era il piatto preferito di mia madre, leccese di nascita.
E' un piatto che non ho mai fatto ma che ho nella mia mente da mesi, anzi da anni.

E tra me e me mi son detto:
"Ora non ho più scuse per rimandare. Lo farò!"

Contemporaneamente anche Michela, altra spiritata in cucina, diciamocelo (!!), ha aderito senza batter ciglio e così ci siamo messi all'opera.

Tamara, dopo aver confessato che anche per lei era la prima volta, si è fatta dare la ricetta dalla mamma.
Io da mia zia.

Le rispettive versioni, manco a dirlo, erano leggermente diverse.

E io, manco a dirlo, ho fatto di testa mia! :)))


Il piatto è semplicissimo.

Consiste di ceci (ciceri) cotti, in parte frullati per ottenere una cremina e tagliatelle fatte di sola acqua e farina grano duro rimacinato (dette tria), che in parte vengono lessate e in parte fritte.

Unite il tutto...così:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Per i ceci: teneteli a bagno una notte e poi cuoceteli in una pentola, preferibilemnte di coccio, con del brodo vegetale e aromi a piacere.

Una volta pronti, prendetene una parte e frullateli con un filo d'olio evo, fino ad ottenere una cremina.
Vi avviso: non assaggiatela! Da assuefazione!!!!

La pasta andrebbe fatta secondo la regola 100 g di farina ogni 50 grammi di acqua a persona, ma voi fate "a occhio", cioè tanta acqua quanto ne piglia la farina.

Ovviamente va fatta riposare almeno un'oretta e poi stesa e tagliata.

Come detto prima, una parte di questa pasta va fritta (io preferisco usare l'olio d'arachidi) e mi raccomando: si deve gonfiare e devono venire le bolle!!!

L'altra va lessata normalmente e scolata molto al dente. Non fate come gli americani! :D :D :D

Ora vi confesso una cosa....io adoro mangiare la pasta con il pane...per cui non vi scandalizzate della foto che segue, piuttosto adocchiate bene quella fetta di cui presto vi svelerò (anzi sveleremo, perché saremo in due) la ricetta di un pane fantastico!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Prima di concludere, vi lascio alcuni riferimenti storici sulla Pizzica e il Morso della Tarantola, di cui si fino a qualche anno fa poco si sapeva in Italia e nel mondo se non per sentito dire.

Il primo è un documento filmato del 1962 di Gianfranco Mingozzi e di un certo valore storico, che vi suggerisco di vedere..


Il secondo è un documento, sempre filmato, credo della fine degli anni sessanta, primi settanta.

Uno dei più grandi storici salentini viventi e studioso del fenomeno delle tarantolate è senza dubbio il Prof.  Luigi Chiriatti, un uomo di una cultura straordinaria.

Per chi invece volesse qualche informazione spicciola sul Tarantismo, può sempre far riferimento a wikipedia


L'opera citata all'inizio, De situ Japygiae, parla della Japigia, che corrisponde alla parte più meridionale dell'attuale Puglia, in particlare alla zona Messapica.


Concludo dicendovi che negli ultimi 30 anni il fenomeno del Tarantismo ha assunto un carattere più spettacolare, se non commerciale, perdendo via via quelle ritualità, quella gestualità e, soprattutto, quella tradizione che lo hanno tenuto in vita nei secoli attraverso affascinanti quanto misteriosi racconti.


E adesso.... armatevi di flauto e tamburello e andatevi di corsa a vedere i post di Tamara e di Michela.



Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

giovedì 9 maggio 2013

Fusilli fatti in casa...ovvero il rosikamento dello Ziopiero!


Un giorno, subito dopo pranzo, mi arriva una mail:

A Pie', ma li hai visti i fusilli di Terry?

A Miche', eccerto che li ho visti!

Io li faccio presto! Anzi li facciamo insieme e poi li pubblichiamo come abbiamo fatto per i Nannibiscotti al Cioccolato?

Vabbe', li famo, li famo.

Uhm... A Pie', ma nun te vedo tanto convinto.

A Miche', ciooosai: non è tanto farli, e che non so quando pubblicarli. Troppi post in attesa...e io so uno solo...

Vabbe', tu adesso non ti preoccupare.

E' proprio quando qualcuno mi dice "non ti preoccupare" che io inizio a preoccuparmi!
Qui gatta ci cova...mmmmmmm

Infatti... un po' prima delle 17 mi arriva una mail con una foto, molto esplicita.

Naaaaaa, sta pazza non solo stava già a casa, ma si era pure messa di gran lena a impastare!!!

Vabbe...beatallei!

Intanto io ho continuato a lavorare visto che avevo ancora per un bel po' di cose da sbrigare.

....solo che... crii criiii criiiiii 
uuummmmm

 ...dunque la mail al capo l'ho mandata, anzi no!......crii criiii criiiiii

 ...le carte che dovevo firmare le ho firmate tutte. Anzi no, qui ce ne sono altre.....crii criiii criiiiii
uuuummmmm che nervoso che mi sta venendo....

Andrea l'ho chiamato. O forse no?

.....cri crii criiiii
Uffa, ma che è sto tarlo!!!!

Insomma, non riuscivo a concentrarmi... il mio pensiero andava diritto a sti fusilli....

E per farla breve ve lo dico alla romana: stavo arosika' (si, tutto attaccato e pure col kappa!)

Io sti fusilli non solo li volevo fare, ma li volevo fare subito!!!
(e poi dice che uno non si deve preoccupare!!!)

Uno sguardo all'orologio...mmm 17.30. Se per le 18 esco, arrivo a casa...potrei avere tutto il tempo per...
mmmmm, fammi pensare: nel congelatore dovrei avere del ragù di carne.
Le farine manco a dirlo le ho...eeeeee

Ok. Stacco tutto eeee...
Ciaooooooooooo!!!!

La fortuna era dalla mia: niente traffico sul GRA; a casa neanche mi tolgo il giubbotto, avvio direttamente l'impastatrice con dentro (dosi per due porzioni):

140 g di farina 00
60 g di farina rimacinata di grano duro 
2 uova

Quando il tutto si è amalgamato, mi sono inumidito leggermente le mani, ho finito l'impasto a mano, l'ho incartato con il cellophane e...si, lo ammetto, a questo punto mi sono andato a togliere il giubotto.

Dopo una mezzoretta mi sono messo all'opera:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Accendi picci
Scarica foto
Ticche-e-tacche  ticche-e-tacche
Invia mail

Tie', Miche'. Bèkkate questa! (sempre col Kappa!)

Intanto qualcuno di voi si starà chiedendo: ma che sono quelle bacchette colorate?
...eeeee so bacchette! Cinesi! Del periodo di Kung-Fu Panda, in cui mia figlia mangiava solo con le bacchette, pure il brodo!!!

Mai avrei pensato mi sarebbero tornate utili!!!

Nel frattempo mi è arrivata la mail di risposta:

Naaaaaaa!!!! Ma li hai fatti?!?!?!!?

(E no, stai a vede che me mettevo a fotoscioppa' i fusilli intorno alle bacchette!!!)

Certo che li ho fatti! Anzi ora li ho pure sfilati!
Bèkkate pure 'startra foto!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ci sentiamo a cose fatte!

.....

Cose fatte:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)



A questo punto sono curioso di andarmi a leggere il post di Michela. Mi seguite?

Un doveroso ringraziamento anche a Terry, musa ispiratrice! :))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails