mercoledì 1 luglio 2015

Scatti 30 - Le mille bolle blu...



♫ ♪
Se tuuu... chiudi gli occhi... e mi baci... tu non ci crederai... ma vedo le mille bolle blu

♫ ♪  ♫ ♪

....
Blu le mille bolle blu --blululu le mille bolle blu 
♫ ♪ 

Ve la ricordate la canzone di Mina...?
Sanremo 1961....ne son passati di anni, eh?
:))))

Le bolle, quelle di sapone, ci riservano spesso sorprese incredibili...
La loro estrema volatilità non sempre ci consente di apprezzarne i particolari...non ne abbiamo materialmente il tempo...ma se le fotografiamo....



Mille Bolle Blu a Caracalla
...scopriamo che ogni bolla è diversa dall'altra, come se ognuna avesse una vita propria, anche se effimera, quasi istantanea...

Tempo fa mi trovavo a passeggiare per Via dei Fori Imperiali e casualmente avevo la mia reflex al collo...vabbè, non tanto casualmente, lo ammetto! Non è che uno esce di casa con appeso un armamentario al collo così casualmente, col rischio poi di tornare a casa con la cervicale!!!

Quella volta ero uscito con il preciso scopo di trovare spunti, idee, rubare qualche scatto...

Ed ecco che mi imbatto in uno dei tanti "Artisti di Strada" che intratteneneva i passanti di tutte le età con affascinanti bolle blu, lasciando intendere discretamente che un contributo economico sarebbe stato gradito (certo se penso che quando eravamo bambini le facevamo aggratise....).

Ma cosa si cerca facendo una foto ad una bolla di sapone?

Prima di tutto lo scoppio.
È un attimo! Occorre seguire una bolla e intuire quando è il momento di iniziare a scattare.
...e magari avera anche un po' di fortuna!








Oltre allo scoppio si cercano anche i riflessi interni (osservate dentro la bolla che bello il sole dietro il profilo le Terme di Caracalla)






 Ma anche i riflessi del sole sulla superficie della bolla non sono male






Poi si creano situazioni particolari, che l'occhio nudo non potrebbe mai percepire, come le striscioline di acqua saponata che scivolano lungo la superficie per poi accumularsi in fondo, un attimo prima dello scoppio:




Oppure si cercano delle inquadrature particolarmente suggestive, come questa, dove la ragazza è incorniciata a sua insaputa all'interno di una bolla (anche qui bello il riflesso del sole):


O qualche composizione stramba come questa, dove la bolla sembra poggiata proprio sul cappello:




E adesso, per concludere, un giusto contributo alla nostra Mina con le sue mille bolle blu:





Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


martedì 23 giugno 2015

Formaggio alla Pizza!

DiSceeeeee.... come sarebba a dire Formaggio alla Pizza?!!?!?

Hai presente la Pizza al Formaggio di Pasqua?  
Ecco. Qualcuno ha voluto estremizzare le dosi di formaggio al punto da farla diventare un Formaggio alla Pizza!!!

Quindi....è un formaggio a forma di pizza?!?!?!

.....Vabbè...sei proprio senza speranza...

Vi dico subito che quando ho visto questa ricetta ho subito pensato a riprodurla!
E ho fatto bene!

Pizza al Formaggio, anzi Formaggio alla Pizza!
È stato un delirio di odori...

Pensate: il profumo di formaggio non solo mi ha invaso la casa, ma anche lo schermo, il pc, e pure la reflex!!!
Davvero!!!
Odorava di formaggio!!!!
Ci mancava solo che ad ogni scatto uscisse fuori un tocchetto di pecorino!!!

La preparazione della pizza è abbastanza semplice...vabbè richiede un po' di praticità con i lievitati, vabbè con i grandi lievitati...vabbè...ci siamo capiti!!!

E il bello è che gli ingredienti sono sempre gli stessi pubblicati in questa versione, solo che cambiano le dosi, e neanche di poco!
Qualche ingrediente
Quello che fa la differenza, oltre al sapore, è il modo con cui si impasta....tanta forza, tanta pazienza e, lasciatemelo dire, anche tanta esperienza. Ma queste caratteristiche so che non vi mancano!!!

Ricetta
(Per uno stampo da 1 kg!)

180 g Lievito Madre
145 g Farina Manitoba
120 g Farina 00
100 g Pecorino grattugiato
100 g Parmigiano grattugiato
80 g Pecorino a tocchetti
85 g Acqua
40 g Strutto
75 g Olio
5 g Sale
210 g Uova
40 g Tuorlo
6 g Zucchero
5 g Pepe

  • Nella ciotola della planetaria tagliuzzate il lievito madre a pezzettini
  • Versate l'acqua
  • Montate il gancio K e avviate l'impastatrice a bassa velocità fino a far sciogliere completamente il lievito madre
  • A questo punto aggiungete tutti gli ingredienti tranne i formaggi
  • Continuate ad impastare il tutto fino quasi ad incordatura
  • Aggiungete i formaggi grattugiati
  • Continuate ad impastare fino a quando l'impasto non si stacca dalle pareti
  • Montate il gancio ad uncino e portare ad incordatura
  • A questo punto trasferite l'impasto sul tavolo e lasciatelo riposare 10'
Impasto finito
  • Stendetelo con le mani 
  • Mettete un po' di pecorino a tocchetti, piegatelo su se stesso e ripetete l'operazione fino a quando finite il pecorino.
  • Pirlate l'impasto e portatelo dentro un pirottino (basso o alto, a vostra scelta)
  • Coptrite con della pellicola trasparente 
  • Lasciate lievitare fino a due centimetri dal bordo
  • Togliete la pellicola
  • Infornate a 160° per circa 50-55' o fate la prova "steccone" o, meglio ancora, fino a quando la temperatura interna raggiunge i 92°
  • Infilzate la pizza ancora calda con due ferri da calza (o con gli appositi ferri se li avete) e capovolgetela  
  • Dopo qualche ora rimettetela dritta, imbustatela e lasciatela riposare almeno 3 giorni prima di aprirla

Pizza al Formaggio, anzi Formaggio alla Pizza!

Gli alveoli all'interno devono essere piccolini e regolari. È una pizza, non un panettone!!!
I buconi che si vedono in fotografia sono conseguenza dei tocchetti di pecorino (oddio, tocchetti, direi tocconi!!!)

La pizza, una volta aperta, si conserva bene per almeno una settimana, anche se dubito durerà così a lungo.

Cos'altro aggiungere...?

Ah, sì: FATELA!!!!!

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 15 giugno 2015

Brrrrrrr...un pane venuto dal freddo!!!



DiSceeeee....ma che viene dall'Alaska?!?!!??!

Ma nooooooooooo!!!!

...e allora perché "dal freddo"?!?!?

....beh, perché in realtà viene dal freddo...per la precisione dal frigorifero!!!!!

...scusa...in che senZo?!?!?

Hai presente quando leggi 36 ore di lievitazione, 48 ore di lievitazione, 72 ore di lievitazione?

Queste lievitazioni così prolungate per dei lievitati così semplici non si possono effettuare a temperatura ambiente, soprattutto nei periodi estivi.

Ecco allora che entra in gioco il freddo o, meglio, il frigorifero che oltre a consentire una lenta e giusta lievitazione, ci permette di ottenere un prodotto molto più saporito, con l'interno ben alveolato, anche usando farine meno ricche di glutine, come vedremo.

Ricetta

80 g di lievito madre 
250 g di farina 0, preferibilmente macinata a pietra
250 g di semola rimacinata o farina integrale
420 g di acqua
10 g di sale 


Si parte con un autolisi di un'oretta: 300g di farina (di cui 250 semola o integrale) e 300g di acqua
Mescolate in una ciotola e coprite.

Passata l'oretta si aggiungono tutti gli altri ingredienti e si impasta, fino ad incordatura.

Lasciate riposare l'impasto per un'altra oretta.

Fate delle pieghe a tre capovolgete e lasciate riposare un'altra mezz'oretta.


Formate due pagnotte e sistematele, avvolte in un panno infarinato, dentro due stampi da plumecake.


A questo punto inizia la terapia del freddo...
Frigorifero a temperatura non inferiore a 8° (altrimenti i batteri non ci pensano proprio a venir fuori!)
Da questo momento in poi inizia l'avventura.
Sì perché non ci saranno tempi sicuri...diciamo che prima di 20 ore il nostro pane difficilmente sarà pronto per essere infornato. Ma potrebbero servire anche 30 ore.
Voi controllate il livello di lievitazione e quando sarà quasi triplicato, allora accendete il forno portandolo a 240°.

Poco prima di infornare adagiate con cura le pagnotte su una teglia (meglio se in ferro).

Visto la l'operazione non è  facilissima da spiegare, vi allego un filmati che feci in occasione di un altro tipo di pane, ma il metodo è lo stesso.


Per i primi 7-8' cuocete nella parte più bassa del forno.
Poi portate il pane ad un piano superiore e abbassate la temperatura a 200°
Dopo altri 10' portate la temperatura a 180° e completate fino a cottura.

Spruzzate ogni tanto forno e pane con dell'acqua, in modo tale da far venire una bella crosta croccante.

Una volta cotto, sfornate e lasciate il pane su una gratella.
Potete anche lasciarlo nel forno (spento). Rimarra caldo e croccante ;)



Farina Senatore Cappelli



Farina Integrale


Quanto all'alveolatura: qui si potrebbe discutere per ore...c'è chi ama buconi grandi come caverne, chi li preferisce piccoli e compatti. Personalmente ritengo corretta una giusta via di mezzo...anche perché mentre gli alveoli chiusi sono spesso sinonimo di un pane pesante e poco lievitato, è anche vero che....

Coi buchi nun se magna!!!!

:))))))))))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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